Le cartucce

e la saldatura

Il processo di saldatura genera fumi potenzialmente pericolosi per la sicurezza e l’igiene sul luogo di lavoro. Tuttavia esistono soluzioni di filtrazione che garantiscono un ambiente di lavoro più sicuro e salubre

La scelta della filtrazione ottimale si determina in base al tipo di saldatura (TIG, MIG/MAG, elettrodo e altri), al materiale (acciaio al carbonio, acciaio inossidabile, alluminio, rame e altri), alle ore lavorate, agli spessori, ai processi precedenti la saldatura e agli inquinanti che si generano.

Una lavorazione saltuaria, magari con saldatura a TIG, dove la generazione dei fumi è solitamente limitata, permette di utilizzare cartucce classiche come poliestere o poliestere antistatico. 

Una lavorazione più intensiva con saldatura a filo di acciaio al carbonio, con spessori importanti e quindi una maggior presenza di fumi sprigionati, richiede una filtrazione più efficace, e allora si passa a cartucce, sempre in poliestere o poliestere antistatico, ma con rivestimento in teflon, che facilitano il distaccamento dell’inquinante durante la pulizia in controcorrente.

Nelle applicazioni più intensive e pesanti è consigliabile usare la membrana in teflon che va a “impermeabilizzare” la cartuccia garantendo il massimo distacco delle particelle in fase di rigenerazione ad aria compressa. È bene precisare che la scelta del tessuto deve trovare il giusto equilibrio con le velocità di filtrazione, difatti tra una saldatura a TIG di acciaio al carbonio su spessore 2 mm e una saldatura a MIG di acciaio inossidabile su spessore 10 mm (ricordiamo fumi cancerogeni) i parametri di scelta filtrante potrebbero essere ben differenti.

La scelta della captazione è fondamentale per la rimozione dell’inquinante nei pressi dell’operatore, ma non sottovalutiamo come filtriamo questi fumi. Rendere salubre sia l’ambiente di lavoro sia quello esterno rimane una delle nostre priorità.